Il farro

I farri sono stati i primi frumenti coltivati dall’uomo oltre 10 mila anni fa nella zona della Mezza Luna Fertile (tra Iran, Iraq, Siria e Palestina). Questi che differiscono dai più diffusi frumenti nudi (tenero e duro) perché al momento della trebbiatura le cariossidi non si separano dalle glumelle mantenendo così il chicco protetto fino alla fine. La specie più diffusa in Italia e nel bacino del Mediterraneo è il dicocco.

Caratteristiche alimentari dei cereali
Rappresentano la base energetica dell’alimentazione grazie al contenuto in amido, danno un modesto apporto di proteine, contengono grassi insaturi e vitamine. Il farro (in particolare il dicocco) si differenzia dai frumenti tenero e duro per alcune peculiari caratteristiche legate al maggior contenuto in sali minerali e alla ricchezza in beta-glucani.

Proprietà
Il farro è poco calorico (secondo le tabelle CREA 100 grammi di questo cereale apportano infatti 335 kcal), contiene carboidrati (circa 67 grammi per 100 grammi di prodotto) e una buona quantità di proteine (circa 15 grammi per 100 grammi di prodotto, il che lo rende uno tra i cereali più proteici in assoluto)

Cottura
La bollitura è il metodo più comune per cucinare il farro; le tempistiche dipendono dalla varietà scelta, così come la durata dell’ammollo prima della cottura.
È necessario sciacquare bene il farro in un colino a maglie fitte dopo l’ammollo, per eliminare eventuali impurità. È possibile anche cuocere il farro come un risotto, aggiungendo brodo vegetale fino a ultimarne la cottura; in questo caso è consigliabile tostare per qualche minuto i chicchi in padella prima di procedere.

Curiosità
Il farro era molto apprezzato dai romani, che ne usavano la farina per fare focacce e il puls, una polenta considerata il cibo dei poveri, ma anche piatto di buon augurio, simbolo di fertilità e abbondanza, offerto in dono agli sposi. Poi, nel corso dei secoli

 

Il farro nel menù dell’Osteria Santo Spirito

Minestra di farro